Dialogo tra genitori e figli per un sereno rientro in aula
Fonte: La Prealpina
Dopo un periodo in cui ci siamo abituati a trascorrere gran parte del tempo nelle nostre case, nella tranquillità delle proprie stanze dove i rumori sono minori e i
tempi meno scanditi, riprendere in parte le abitudini precedenti potrebbe essere un fenomeno destabilizzante. Per i bambini e i ragazzi che negli ultimi tempi
hanno cambiato modalità di apprendimento ricominciare ad andare a scuola può portare differenti stati d’animo.
Ricominciare a svegliarsi presto, correre alla fermata del pullman, attraversare i corridoi tra il brusio dei compagni e il suono della campanella, può
portare il bambino o il ragazzo a sentirsi per qualche attimo spaesato. Ritornare ai nuovi ritmi può richiedere più tempo di quel che s’immagina. L’ideale sarebbe ricominciare in modo graduale per dar tempo alla persona di ristabilirsi nella nuova routine. Inoltre non bisogna sottovalutare che quando le scuole riapriranno, per ovvi motivi dovranno attenersi alle nuove regole al fine di garantire la sicurezza di tutti.
Anche questo è un aspetto rilevante perché a livello di disciplinala scuola per un periodo lungo non sarà più la stessa.
Penso che in questo momento l’informazione sia la strada giusta per i docenti, le famiglie e la società stessa.
Credo, infatti, che essere pronti sui nuovi metodi comportamentali e conoscere le nuove regole possa essere un abile metodo per
far fronte con serenità al reinserimento della persona nella scuola. Quando ciò avverrà, il compito
di genitori ed educatori sarà quello di tener aperta la porta del dialogo, ascoltare i ragazzi, provare a
capire come hanno vissuto questo periodo destabilizzante e come vedono il ritorno alla vita sociale.
La conversazione quotidiana tra genitore e figlio può creare un ponte tra le due generazioni, un punto d’incontro che diventa la chiave di lettura per poter capire
alcuni comportamenti che possono all’occhio di un adulto sembrare insoliti. Grazie all’ascolto si possono aiutare i propri figli ad affrontare la nuova vita sociale
che li aspetta. Quest’ultimo punto riguarda soprattutto i genitori di ragazzi in età adolescenziale, già di per sé una fase della vita molto delicata, piena di cambiamenti, decisioni da prendere, prove da superare e aspettative esterne: non si è più bambini e per questa ragione alcuni comportamenti non vengono più accettati, ma non si è nemmeno adulti, quindi vengono
imposti dei limiti, cambiano i rapporti, i punti di vista e ilcorpo stesso.
La maggior parte dei ragazzi in questa fase tende a chiudersi in se stessi e a non condividerele proprie emozioni, può risultare difficile per un genitore preso da lavoro, responsabilità e preoccupazioni tenere l’orecchio pronto all’ascolto.
Ma è proprio il momento in cui un figlio ha maggior necessitàdi sentirsi accolto, capito e accompagnato.
L’unica certezza che abbiamo in questo momento è la forza dell’amore che ogni genitore esprime per il figlio: quell’energia potente che non si arrende mai sarà il faro che accompagnerà e sosterrà il ragazzo in questa nuova avventura.